Studenti universitari fuori sede e verdure. Un rapporto difficile

Quando una pasta improvvisata diventa il modo per mangiare "un po'" sano e non sprecare.

Categoria: Economia domestica

La vita di studente universitario fuori sede, non importa se Milano, Bologna, Napoli, Firenze, Venezia, Urbino, Palermo, è straordinaria. Per molti, si tratta della prima occasione in cui ci si deve confrontare con la convivenza ed il concetto di economia domestica. Contare i soldi, dividere le spese, non sprecare, mangiare tutto. E così, il venerdì prima di tornarsene a casa, diventa l'occasione per svuotare il frigorifero dai prodotti deperibili e farli entrare tutti nella stessa pasta con gli N ingredienti.

Il venerdì a pranzo, spesso dopo una mattina passata a lezione, si torna  in appartamento. La valigia è pronta per tornare a casa ma rimane un ultimo pasto. Ci si conta, si stima quanta pasta serve e poi si apre il frigorifero alla ricerca di una qualsiasi cosa che possa fare da accompagnamento ad un generoso piatto di spaghetti o penne (lo studente non ha molta fantasia).

Di solito c'è una cipolla, spesso un pomodoro da insalata andato un po' avanti con la maturazione, qualche zucchina stanca di stare in frigorifero e poi c'è sempre l'ingrediente avulso. A volte si tratta di arachidi, a volte di fagioli, a volte di una scatola di piselli che torna buona in ogni occasione. Spesso è ciò che rimane del tentativo di qualche brava mamma di dare un po' di verdura al figlio o a volte, uno slancio di qualche inquilino che andando al supermercato, aveva deciso che non si potesse vivere di sola Nutella.

Oltre alle verdure, avanza spesso un po' di prosciutto cotto, una scatoletta di tonno o del formaggio che il lunedì dopo potrebbe essere anche più brutto di oggi. Ed allora tutto dentro. I bloggers e gli chef potrebbero inorridire ma il rito, per gli studenti protagonisti, ha un che di magico. Il risultato è un frigorifero vuoto, una pancia piena e la grande soddisfazione, di essersi arrangiati, di avercela fatta.

Non importa se il ritorno in treno porta con se un po' di sonnolenza e se la cipolla spesso rimane come sapore dominante. Con quella pasta si è cresciuti, si è fatta amicizia, si sono usate bene le risorse a disposizione. Merita sempre un plauso.

Al loro rientro, in autunno, potranno trovare le nuove funzioni di Wefrood ad aspettarli.