Scalogno di Romagna IGP

Un piccolo prodotto che rappresenta una comunità e la sua storia

Categoria: Territori

Riolo Terme, un comune di 5000 anime ai piedi dell'Appennino in provincia di Ravenna è il centro delle attività dello Scalogno IGP di Romagna. In un momento di difficoltà per il territorio, un piccolo prodotto può aiutare a fare sentire unita una comunità

La fiera dello Scalogno di Riolo Terme, anno 2020, Covid 19 permettendo.

25-26 luglio ed 1-2 agosto. Queste le date della fiera dello Scalogno di Riolo Terme. Io sono andato domenica 25 Luglio ed ho scoperto una realtà che non conoscevo, ma mi sembra interessante raccontare perchè ho avuto l'impressione che un piccolo evento di paese, abbia per questa comunità un'importanza particolare.

La storia di Riolo Terme

Riolo è famoso per la sua rocca, posta al centro del paese è che racconta del motivo per cui nacque questo (allora) borgo.  Nel XIV secolo il senato di Bologna, su richiesta degli abitanti della zona minacciati da città rivali, decise di costruire una fortezza, all'interno della quale potessero trovare riparo le famiglia minacciate. Nacque così l'embrione di un paese che crebbe in realtà tra XVIII e XIX secolo grazie allo sviluppo delle terme come attrattiva turistica. Oggi di quella storia rimangono la rocca, restaurata dopo la seconda guerra mondiale ed il sistema delle terme, meta tradizionale di turisti italiani e stranieri. 

Il Covid 19 e l'impatto sul turismo

Un paesino che prospera sul turismo termale ricorderà il 2020 come un anno veramente funesto, oltre che bisesto. Le misure di prevenzione della pandemia hanno comportato un blocco totale degli afflussi proprio nei mesi, tardo invernali e primaverili, tradizionalmente importanti per questo settore. Il paese ha accusato il colpo ed al visitatore che arriva a fine Luglio 2020, appare ancora condizionato dalle recenti restrizioni: parte dei negozi chiusi, serrande abbassate e sistema termale che funziona a scartamento ridotto.

La pro-loco di Riolo organizza comunque la fiera

Come in tanti altri piccoli paesi, in questi momenti di difficoltà, quelli in cui il futuro appare molto incerto, ci si aggrappa alle tradizioni per darsi un pò di coraggio e spronarsi a superare le difficoltà del momento. Le tradizioni sono importanti per una piccola comunità perchè portano ad aggregarsi, contarsi e confermarsi la volontà di stare insieme. Se non ci fossero, le comunità allenterebbero i loro legami.

Le limitazioni al programma

Naturalmente se la decisione di procedere è stata presa, occorre però anche considerare alcune misure di contenimento e gestione del rischio. Cosi si decide di organizzare una versione tardo pomeridiana dell'evento con i banchetti dei produttori di Scalogno che arrivano alle 16.30 per aprire le attività alle 18. Qualche appassionato che era arrivato alla mattina ci rimane male e si consola in uno dei tanti agriturismo della zona che offrono "conforto" grazie a piatti a base di scalogno innaffiati da Albana e San Giovese. Dalle 18 in poi è attività tradizionale, come si è sempre fatto. Questo è molto bello.

Scalogno, un piccolo prodotto che con l'IGP si distingue dalla concorrenza


Le foto sono cortesia di Glenda Vignoli, Presidentessa Consorzio dello Scalogno IGP di Romagna e proprietaria dall'omonimo Agriturismo Vignoli. La produzione di Scalogno di Romagna IGP è piccola rispetto alla concorrenza. Il leader indiscusso, volumetricamente parlando è sicuramente la Francia con le sue varietà e la sua capacità produttiva. ma il piccolo Scalogno di Romagna riesce ad esprimere un valore diverso. Un numero limitato di produttori che si conoscono tra loro e che sono distribuiti su un fazzoletto di terra. Questo gruppi di produttori ha tradizionalmente nella sagra il punto di incontro ma in questo caso è il paese che cerca i produttori.

Il tempo scandito dai raccolti, il ritmo naturale delle cose.

Perchè un paese aspetta con ansia la fiera dello Scalogno? Secondo me perchè quando si perdono i ritmi abituali, gli orari e le scadenze a cui si è abituati, si rischia di smarrire il senso delle cose che si fanno. Scuole chiuse, lavoratori a casa, telelavoro, sono un piccolo dramma per una comunità che vive di relazioni quotidiane. Aprire un bar o un negozio, abbellire un'aiuola, guarnire un balcone, tutto ha un senso perchè le persone vivono e si muovo come in un meccanismo perfetto. Ma quando tutto si ferma a cosa ci si attacca? Nel caso di Riolo alla raccolta dello Scalogno che come tutti gli anni arriva a fine luglio, quando la siccità colpisce duro il Parco dei Gessi Bolognesi e la terra diventa secca ed arida.

Il momento più caldo dell'anno. Tutto finisce per ricominciare.

La raccolta dello Scalogno arriva nel momento più caldo dell'anno. Da li in poi le giornate si accorciano, le temperature cominciano a calare, le notti diventano fresche ed i temporali interrompono l'arsura. Dopo che tutto è stato riarso dalla siccità, si va verso un clima più fresco e gradevole. In qualche modo lo scalogno segna l'apice, la fine delle sofferenze ma soprattutto un appuntamento che ci dice che la natura continuerà a fare la sua parte e ad accompagnarci, come ha fatto nei secoli.

I prodotti IGP e le comunità. Un significato che va oltre i numeri

Lo Scalogno di Romagna, come la maggior parte dei prodotti IGP, ha un significato che va oltre le tonnellate ed fatturati. Si tratta della misura esatta delle stagioni e dell'importanza che queste hanno nel garantire alle comunità, piccole e grandi, i ritmi naturali, di un vivere sereno. Passerà anche il 2020, si ripianterà Scalogno e si ricomincerà a vivere, come prima, meglio di prima. Forse questo è il messaggio della Fiera dello Scalogno di Romagna IGP del 2020.

Curiosità sullo scalogno. Scalogno e scalogna

Perchè si dice essere scalognati? La parola "scalogna" è legata allo "scalogno"? In effetti sembra che la parola scalogna, la cui origine non è certa e definita, possa derivare da scalogno. Sarebbero due i motivi che fanno propendere per questa interpretazione. C'è chi sostiene che i due termini siano legato perchè nel passato si credeva che avere le mani che puzzavano di cipolla portasse sfortuna ai giocatori di carte. Forse era una raccomandazione igienica per evitare che le carte, con passare del tempo, si sporcassero troppo. La seconda interpretazione che lega scalogno a scalogna sta propria nella progressiva evidenza della sfortuna delle persone scalognate che ad ogni tentativo che mettono in campo sono tenute a pagare un costo alla sfortuna. Da questo punto di vista lo scalogno, composto di catafilli (strati) rappresenta metaforicamente una sequenza di fatti successivi non fortunati.

Origine della parola Scalogno

La parola scalogno deriva dalla città di Ascalona (oggi Eschelon) che si trova nell'odierna Israele da cui quasi certamente i crociati al termine della prima crociata portarono in Europa questo prodotto. La città di Eschelon è famosa per la battaglia del 1099 D.C.  che pose termine alla prima crociata e per il successivo assedio del 1153 D.C. . A quel tempo la città era sotto il dominio dell'Egitto e rappresentava un punto d'arrivo delle caronave provenienti dall'Asia centrale da cui probabilmente ha origine la coltivazione dello scalogno.

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