Riscoprire il mandorlo

Una coltura strettamente legata alle tradizioni dei paese che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Pianta dalla bellissima fioritura coltivata per i sui frutti deliziosi, la Mandorla. Il dott. Pinna ci dà il suo parere su questa coltivazione.
Categoria: Produzione
Il mandorlo (Prunus dulcis) è una delle più classiche colture arboree del bacino del Mediterraneo. La mandorla è il nome del seme commestibile contenuto all’interno della drupa, solitamente di colore verde e che può essere coperta da una fitta peluria oppure essere glabro.

Le mandorle sono utilizzate da tempi antichissimi per scopi alimentari che cosmesi. Rappresenta dunque una coltura tradizionale per i Paesi che affacciano sul Mediterraneo, e infatti è spesso protagonista in numerosissime ricette tradizionali (sia dolci che salate), soprattutto nel sud Italia dove questa coltura ha in passato interessato coltivazioni di vaste superfici.

l’Italia era, fino al periodo antecedente la Seconda guerra mondiale, tra i principali produttori mondiali di Mandorla. Oggi invece siamo stati soppiantati dalla produzione Americana, soprattutto in California dove viene coltivato l’80% della produzione mondiale, pari a più di 900.000 tonnellate. Seguono nella classifica di produzione l’Australia e la Spagna con il 5 % ciascuna.

I recenti trend di consumo di frutta secca, tra cui anche le mandorle, stanno registrando negli ultimi anni una continua e costante crescita, spinti dalla forte richiesta di questi prodotti da parte dei consumatori.

Oggi siamo testimoni del rilancio della coltivazione del mandorlo in Italia, tutto merito delle più moderne tecniche agronomiche, tra cui una scelta adeguata delle cultivar, una densità maggiore dell’impianto, possibilità di introdurre impianti d’irrigazione, possibilità di meccanizzare alcuni pratiche colturali. Si riesce a ridurre riducendo i costi gestionali imputabili soprattutto alla raccolta, ed aumentare così notevolmente la resa in mandorle e la redditività dell’investimento.

Il mercato di questo seme, richiede entrambe le tipologie coltivate, quali: la mandorla amara (Prunus amygdalus) che viene trasformata e anche utilizzata nella preparazione di alcune specialità dolciarie come gli amaretti; e la mandorla dolce (Prunus dulcis) che viene venduta in guscio, sgusciata, con o senza tostatura e/o sale. Rappresenta uno snack molto richiesto, in virtù della facile conservabilità e delle ottime caratteristiche organolettiche.

La Mandorla viene dunque molto apprezzata per la sua duttilità, si può facilmente mangiare tale e quale (essiccata, tostata, dolce o salata), ma anche sotto forma di prodotti trasformati come l’olio di mandorla, il latte di mandorla, la farina e sciroppo.

Da un punto di vista nutrizionale le mandorle sono semi ottimi per la salute:
  • ricchi di trigliceridi, dunque abbastanza calorici anche se dotati di buona digeribilità;
  • i lipidi sono costituiti soprattutto da acidi grassi insaturi per un 32%, ma anche acidi grassi polinsaturi essenziali quali omega 6, tra cui l’acido linoleico è presente al 13 % sui lipidi totali.
Contengono inoltre appena il 5 % di grassi saturi e sono prive di colesterolo.
  • Anche l’apporto proteico risulta interessante, e si prestano dunque ad essere un importantissimo alimento nelle diete vegane.
  • Non mancano i sali minerali tra cui soprattutto: manganese, magnesio, calcio, rame, fosforo e zinco.
C’è poco da dire, ci sono dunque i presupposti affinchè la mandorlicoltura Italiana torni ad un livello competitivo, vista la tradizione culinaria, le caratteristiche pedoclimatiche dei territori a maggiore vocazione, e l’interesse crescente da parte del consumatore per questo alimento.