PÈSCA O PÉSCA?

Oltre i puntini sulle i: quando gli accenti fanno divergere il significato di una semplice parola.

Categoria: Costume e società

PÈSCA O PÉSCA?

Mi sono resa conto di essere affetta da VG, nota ai non addetti ai lavori come Vecchiaia Galoppante. Sono allo stadio iniziale, nel quale compaiono i primi sintomi, tipo trovare emozionante leggere il volantino con le offerte del supermercato, considerare come evento del weekend la cottura dei ceci in pentola a pressione, o perdersi a pensare agli accenti grafici. Durante uno di questi attacchi di ragionamenti sulla grammatica italiana, ho pensato alla parola pesca, perché con la e aperta indica il frutto, mentre con quella chiusa l'attività di Forrest Gump a bordo della sua Jenny, o del famoso vecchio Santiago. Ok, forse scritto così questo "vecchio" non sembra essere famoso per nulla, ma appena si aggiunge l'espressione, manco ne fosse il cognome, "e il mare", allora lo si identifica subito.
Ad ogni modo, visto che faccio ancora la reclusa in casa, e che ormai mi sono abituata a stare nel mio personale delirio (altro sintomo di VG), ho iniziato a pensare a quanto sarebbe strano se una vegana scrivesse di caccia e pesca. Visto che il livello di bizzarria mi è sembrato alto abbastanza, ho deciso di imbarcarmi in questa avventura.

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NOMI ORIGINALI

Ammetto di non saperne molto di questi due argomenti, se non che caccia e pesca sono accomunate dal convivere insieme nel nome di un canale televisivo, "Caccia e pesca", appunto. Canale che, tra l'altro, ne ha uno gemello, dall'originale nome "Pesca e caccia". Per una volta non sto scherzando, è proprio così. Penso che ai creatori di questo secondo nome sia andata bene perché le due parole possono essere facilmente invertite. Non avrebbero invece la stessa fortuna i dirigenti dell'emittente "Radio Laser": se questi volessero lanciare una stazione gemella, battezzandola invertendo il nome di quella originale, otterrebbero "Laser Radio", rischiando così la chiusura. Infatti, data l'omonimia con l'emittente radiofonica del Giardino dell'Eden, qualcuno "molto" in alto, potrebbe arrivare a intentare una causa per confondibilità e tentata violazione della proprietà industriale, nel qual caso l'unico modo per uscirsene sarebbe metter di mezzo gli avvocati. Del diavolo, chiaro.
Caccia e pesca sono anche accomunate dalle canne: quelle del fucile per l'una, e quelle con lenza e amo per l'altra. Se poi chi si dedica a queste attività abbia anche fumato qualcosa di magico, è un altro discorso.

LE ATTIVITÀ DI CACCIA E PESCA PER UNA VEGANA

Da vegana, per me cacciare e pescare sono due verbi che colorano il linguaggio, specialmente quando voglio raccontare quanto la vita mi abbia insegnato in tutti questi anni.Ad esempio, quando mi capita di avere il cuore spezzato, immancabilmente qualcuno mi consola dicendomi di stare tranquilla, che forse non era l'uomo per me, e che là fuori il mare è pieno di pesci. Una sineddoche pura, questa, dove l'uomo è considerato solo per quella sua parte, e che fa riflettere anche sul perché il mare sia salato. Certo è pur vero che chi dorme non piglia pesci, e così ci si butta inesorabilmente nella caccia al tale pesce. E, dopo che questi abbocca all'amo, si realizza presto che ci si è cacciate in un vicolo cieco: inevitabilmente, dopo i fantomatici tre giorni, inizia a puzzare e ci si accorge di aver preso un granchio. Si caccia il tizio dalla propria vita e, a cuore sgombro, si gettano nuovamente le reti in mare aperto.

PESCA, FRUTTO NON PROIBITO, MA AMMICCANTE

È decisamente più rassicurante parlare della versione di pesca con la e aperta. Subito viene in mente un polposo frutto, succoso e sinuoso. Lo sanno tutti che se non si può avere la pelle soffice come quella di un bambino, allora che sia liscia come quella di una pesca.
Un frutto sensuale, dall'emoji decisamente hot: alzi la mano chi almeno una volta non l'ha usata per riferirsi elegantemente a un paio di sode natiche umane dell'epoca pre-quarantena perché oggi, dopo mesi di lavoro da remoto, non se ne vedono più così. Non so quanti dismetterebbero l'uso "dietrologico" di questa emoji se venisse introdotta quella del mandolino.
Ma, nonostante la sua bellezza estetica, la pesca non se la tira: è un frutto molto alla mano, che non vuole essere indirizzato né con il lei e nemmeno con il tu. Lo sanno tutti che si dà del tè alla pesca.
Va be', lo si dà anche al limone, altro frutto disinibito che ha perfino dato origine al verbo limonare. Ma questa è un'altra storia. Chissà, forse d'amore?

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