Lenticchie Rosse, Piselli e Quinoa per Mangiare pensando al Mangiare.

Come lo Yoga e l'Ayurveda ci insegnano ad ottenere energia dagli alimenti freschi, senza appesantirci.

Categoria: Consigli pratici

Un'alimentazione sana è alla base della salute e del benessere di ciascun individuo. Quello che andiamo ad immettere nel nostro corpo diventa energia e nutrimento, non solo per il corpo fisico, ma anche per la mente.

Il problema è che spesso non ce ne rendiamo conto: siamo talmente disconnessi dal nostro corpo che quasi non riusciamo a riconoscere quanto un alimento possa avere benefici e darci energia o, al contrario, possa renderci più pesanti, lenti e darci sonnolenza.


Scegliere quali siano i migliori alimenti per noi non è facile, proprio perché ognuno di noi è unico nel suo essere, con uno stile di vita ed esigenze diverse: fa parte del viaggio scoprire cosa può funzionare o meno per il nostro corpo e per la nostra energia.



Dovremmo sempre più renderci conto che il cibo non è solo nutrimento per il corpo, ma ha effetti anche sulla mente e sulla nostra energia.



Lo Yoga e la sua scienza sorella, l’Ayurveda ci vengono in aiuto con importanti suggerimenti. Ne elenchiamo alcuni, convinti che possano essere un valido suggerimento per tutti (non serve essere praticanti di yoga per seguirli, anzi!)



Secondo l’Ayurveda bisognerebbe prediligere cibi freschi, di origine vegetale, biologici, preparati attentamente e mangiati consapevolmente: sono loro che ci permettono di avere più energia positiva e forza vitale!
 Sempre secondo questa scienza così antica occorrerebbe variare il più possibile la dieta, con tutti i gusti (dolce, salato, amaro, aspro, astringente, piccante). Questi sei gusti servono a portare bilanciamento nel nostro corpo e a stimolarne ogni aspetto. Quando si parla quindi di pasto completo, vogliamo considerare piatti che possano comprendere tutti i gusti e che possano essere nutrienti, gustosi e al tempo stesso disintossicanti e leggeri.



Oltre alla qualità del cibo bisognerebbe portare attenzione anche al momento del pasto: qualsiasi cibo dovrebbe essere assunto con una mente calma e rilassata, facendo in modo che ogni singolo morso sia consapevole e intenzionale: mindful eating.
 Il portare piena consapevolezza a tutto il processo attraverso cui ci nutriamo, dal riconoscere i segnali di fame, al scegliere il cibo e finalmente all’ingerirlo mi piacerebbe riprendere le parole di Thich Nat Hahn che ci diceva che l’unica cosa che dovremmo mettere in bocca e masticare è proprio il cibo. Sembrerà un’ovvietà, ma spesso, quando ci fermiamo (SE ci fermiamo) per mangiare, abbiamo ancora la testa da un’altra parte, stiamo pensando, pianificando, spesso pranziamo con altre persone mentre intratteniamo conversazioni e, sovente, queste sono conversazioni di lavoro. La verità però è che, per assaporare realmente il cibo in ogni suo morso, è necessario essere completamente presenti nell’azione del nutrirsi, un po’ come la meditazione.

 Mangiare con presenza mentale permette di stare in ascolto dei messaggi che manda il corpo e dei pensieri della mente. La meditazione sul cibo è un semplice esercizio che permette di imparare lentamente a prestare attenzione mentre mangiamo: meditare non significa pulire la mente da ogni pensiero, questo è impossibile, ma, al contrario, significa permettere alla propria consapevolezza di osservare la mente, momento per momento. La meditazione sul cibo ci dà anche la possibilità di imparare ad apprezzarlo maggiormente e prevede di utilizzare tutti i 5 sensi di cui disponiamo, non solo il gusto, come siamo soliti invece fare. Stare seduti in silenzio piuttosto che mangiare con le distrazioni a cui siamo abituati (TV, smartphone, conversazioni e quant’altro) permette quasi di scoprire sapori nuovi, ci lascia la possibilità di assaporare il cibo invece di divorarlo, di mangiare più lentamente e di conseguenza saziarsi con una quantità minore di cibo.




Ho pensato potesse essere interessante includere una ricetta yogica:

Polpette di lenticchie rosse, quinoa e piselli