Il nocino e la notte di San Giovanni

Giugno è ormai alle porte e comincia a diffondersi nell'aria profumo d'estate: le giornate si allungano, le piante sono al massimo del loro vigore e nei vari borghi e città pullulano sagre e feste tradizionali, molte delle quali legate alla notte di San Giovanni, festeggiata tra il 23 e il 24 di giugno.
Categoria: Economia domestica
E’ una festa molto antica, risalente all'epoca pre-cristiana, in cui si celebra l’inizio del periodo più luminoso e ricco dell’anno attraverso cerimonie di ringraziamento verso le divinità e rituali propiziatori della nuova stagione.
Da allora si sono tramandati fino a oggi diversi  rituali e prescrizioni da seguire durante questa notte magica, tra cui la raccolta delle piante di San Giovanni, un mix di  erbe officinali (come lavanda, iperico, ruta, melissa, artemisia, rosmarino) da appendere alla porta per allontanare il malocchio e utilizzare all'occorrenza per alleviare vari disturbi;  la preparazione delle classiche reste d’aglio per tenere lontani gli spiriti maligni e la raccolta delle noci acerbe per la preparazione del nocino.

La Storia

Il nocino è un liquore presente in diversi paesi d’Europa ottenuto dall'infusione alcolica dei malli di noce con l'aggiunta di spezie quali cannella, chiodi di garofano, scorze di limone ecc.
Le origini di questo liquore sono incerte. Antichi documenti romani riportano che in Britannia nella notte del solstizio si usava bere un liquido scuro ottenuto dalla fermentazione di noci acerbe, frutta e miele. Fonti successive riportano l'uso tra i Galli del liqueur de brou de noix. Probabilmente dalla Francia il nocino fece il suo ingresso in Italia, radicandosi maggiormente nella zona del modenese e del parmense.

Tradizionalmente le noci venivano raccolte nella notte del 23 giugno dalla mano di una vergine che, salita sull'albero a piedi nudi, staccava solo le noci migliori a mano senza intaccarne la buccia. Le noci venivano poi lasciate alla rugiada notturna e preparate il giorno dopo, intagliandole e mettendole in infusione alcolica almeno fino alla vigilia di Ognissanti. Anticamente si ricorreva a questa bevanda per ottenere nuova forza e vigore, oggi viene utilizzata come digestivo

Oggi la tradizione di questo liquore viene portata avanti dall' “Ordine del Nocino Modenese”, un'associazione nata nel 1978 a Spilamberto (MO), che organizza e promuove iniziative volte alla tutela e valorizzazione del Nocino.
Riportiamo di seguito la loro ricetta.

Ricetta del nocino, secondo l’antica tradizione del Nocino Modenese

Ingredienti

  • 1 litro di alcool 95°;
  • 1000-1200 gr di zucchero;
  • 1000-1200 gr di noci (33-35 noci circa a seconda della dimensione ma sempre in numero dispari);
Le noci devono essere rigorosamente di provenienza locale e prive di qualsiasi trattamento.
Esse inoltre devono essere, così come indica la tradizione, raccolte nel periodo a cavallo della festività di S. Giovanni battista.
La giusta consistenza della noce va valutata forandola con uno spillo e/o verificata visivamente spaccandola a metà con un coltello.
Facoltativi:
Chiodi di garofano e cannella (in minime quantità e dosati in modo tale che l’aroma prevalente nel liquore sia sempre quello della noce e che il bouquet complessivo che si crea risulti armonioso).

Procedimento

Le noci, una volta raccolte, devono essere tagliate in 4 parti e riposte in un contenitore di vetro (privo di guarnizioni di gomma) insieme allo zucchero.
Dopo averle conservate al sole per 1-2 giorni e mescolate periodicamente, le noci sono pronte per essere addizionate dell’alcool e degli eventuali aromi.
Il prodotto così ottenuto dovrà essere posizionato in una zona parzialmente esposta al sole, saltuariamente aperto e rimescolato, e filtrato non prima di 60 giorni.
Si consiglia di effettuare l’imbottigliamento in contenitori di vetro scuri e/o affinare il prodotto in botticelle di legno.
E’ possibile scegliere sia legno di rovere che di castagno a condizione che la botticella sia stata adeguatamente trattata prima dell’utilizzo.
La conservazione del nocino deve essere effettuata in un luogo fresco e per un tempo minimo di 12 mesi se si desidera apprezzare a pieno tutte le caratteristiche organolettiche di questo liquore.