Festa di San Martino: Storia e Tradizione

San Martino: viaggio nella storia e tradizione di questa festa dove sono protagonisti le castagne e il vino

Categoria: Costume e società

A San Martino castagne e vino

Credo che questo sia uno dei detti più usati a tutte le latitudini in Italia. Per curiosità allora mi sono messo a cercare da dove venga e cosa porti con se dal passato.

Ho scoperto un mondo veramente affascinante che va dai greci ai celti e dal contratto di mezzadria alla reticella di marroni che troviamo al supermercato il giorno di San Martino. Il tutto passando per il ruolo dell'oca nella storia.

L'estate di San Martino: storia e leggenda

San Martino nacque nel 316 dopo Cristo tra Austria ed Ungheria. Il nome su scelto dal padre in onore di Marte (il dio della guerra). Dopo l'infanzia, divenne soldato. Durante questo periodo, si verifico il presunto miracolo che lo rese famoso. In una giornata di vento freddo e piovoso trovò lungo la strada un mendicante seminudo. Impietosito, si tolse il mantello, lo taglio in due e gliene diede metà.

Quasi per miracolo il cielo si rischiarò ed alle nubi subentrò un solo caldo che asciugo lui ed il mendicante. La famosa estate di San Martino.

Mori vescovo in Francia e l'11 Novembre venne sepolto. Da allora la chiesa festeggia il giorno come festa di San Martino.

Nel IV secolo dopo Cristo però esistevano ben presenti due culture ereditate dalle vicissitudini storiche.

Nel Sud d'Italia, a lungo dominato dai greci, rimaneva viva la tradizione del dio Dioniso mentre al Nord, nello stesso periodo si festeggiava il Capodanno dei Celti.

Il primo influsso fece coincidere il giorno dell'11 di novembre con i festeggiamenti per il nuovo vino che appunto veniva dai greci ed il secondo, con l'inizio dell'annata agraria e quindi del ringraziamento.

San Martino ed il Gioco dell'Oca

Nella tradizione Celtica, l'animale sacro era l'oca che veniva mangiata in occasione della festa del Capodanno. Per questo in molte regioni del Nord Italia (il Friuli ad esempio) il motto recita "per San Martino castagne, oca e vino" ed ancora oggi si usa mangiare l'oca nel giorno dell'11 Novembre.

L'oca era talmente importante per i Celti che uno dei giochi più importante che ci hanno lasciato, prevedeva dopo un percorso ad ostacoli di raggiungere l'animale come premio (il Gioco dell'Oca appunto).

Al sud Italia invece, dove l'oca non era mangiata, la tradizione si spostò verso festeggiamenti legati ad un dolce particolare (biscotto) ed all'usanza di consumarlo con il vino dolce.

La tradizione delle feste greche per il vino prevedeva diversi giorni di abbondanza e sfrenata lussuria. Forse questo uno dei motivi per cui il giorno di San Martino viene ricordato anche come la festa dei cornuti.

L'annata agraria e le tradizioni recenti

Proprio dal lascito Celtico, l'11 Novembre è storicamente, almeno da 1500 anni,  l'inizio dell'annata agraria. I contratti di affitto dei terreni e di mezzadria avevano inizio in questa giornata e duravano per 12 mesi.

Al termine del periodo, se gli affittuari o i mezzadri lasciavano i campi, avevano il diritto di portarsi via i loro prodotti. Cereali, animali, vino ed appunto frutta secca. 

Per questo motivo, le più importanti fiere del bestiame italiane (es Fiera Cavalli a Verona) si tenevano nel periodo a cavallo tra il momento di abbandonare i terreni ed il momento di insediamento in quelli nuovi.

La Chiesa Cristiana organizza da sempre per l'11 di Novembre un'importate cerimonia riservata al mondo agricolo. Molto probabilmente il motivo era censire quali affittuari erano partiti e quali erano rimasti in parrocchia visto che i regali degli agricoltori sono stati a lungo il sistema di sostentamento dei preti "rurali".

Tra i contratti di affitto, merita un approfondimento quello di mezzadria, Voluto dai monaci nel 1270 dopo Cristo, probabilmente per incentivare l'attività agricola nei terreni bonificati nel secolo precedente dai benedettini e per introdurre un criterio di equità tra proprietari terrieri e lavoratori, fu abolito per legge solo nel 1982 con la legge N. 203 che lo vietava espressamente.

Tale contratto, molto ben raccontato nel film Novecento, costringeva le famiglie, a raccogliere tutti i loro averi ed a partire (fare S. Martino inteso come traslocare è un detto ancora utilizzato nel gergo comune).

Non è difficile immaginare come, durante questi trasferimenti, che potevano durare anche diversi giorni in condizioni climatiche difficili, il pasto più frugale ma più sostanzioso potesse essere rappresentato da un pugno di castagne (tradizionalmente portate da chi scendeva dalla montagna) arrostire sul fuoco necessario a scaldarsi le ossa e da uno (o forse più di uno) bicchiere di vino nuovo che ancora conservava una parte della dolcezza del mosto.

Concludendo, nella reticella da 750 grammi di marroni che compriamo al supermercato e nella bottiglia di novello con cui le accompagniamo, c'è la storia di una cultura Euro-Mediterranea iniziata prima di Cristo ed ancora viva ai giorni nostri che è passata attraverso tutte le evoluzioni sociali e storiche del mondo occidentale.

Se siete cultori della storia e appassionati a questi argomenti, contattateci. Vorremmo dare molto spazio a questi argomenti sul nostro blog.