Covid 19 e difese naturali

Prevenzione, organizzazione e metodo. Impariamo dall'agricoltura

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Il covid 19 sta cambiando il modo di vivere e di stare insieme delle persone ma queste si possono difendere mantenendo alte le difese naturali e prevenendo la diffusione del virus con pochi accorgimenti semplici. Le pratiche igieniche e sanitarie dell'agricoltura moderna sono un esempio a cui ispirarsi 

Mentre la società "moderna" corre verso un mondo virtuale e crede di essere esente dal fare i conti con i rischi biologici, c'è un gruppo di persone che lavora nelle imprese agricole, che tutti i giorni si misura proprio con quella natura.

Virus, batteri, funghi, insetti sono il pane quotidiano delle aziende agricole. Da sempre abituate  a convivere e gestire il rischio biologico applicando misure di prevenzione, contenimento e cura, con grande buonsenso. Amare la natura e lavorarci vuol dire conoscerne la pericolosità e rispettarla. 

L'agricoltura gestisce per definizione elementi naturali: suolo, microorganismi, piante, animali, uomini. Una matrice molto complessa che va avanti da millenni con continue correzioni di rotta che ci hanno permesso di vivere sul pianeta, sfamandoci tutti (circa 7 miliardi). Quali regole dell'agricoltura possono servire anche a noi?


Primo, proteggere gli addetti ai lavori 

La prima preoccupazione del mondo agricolo di fronte al Covid 19, va al personale impiegato. La seconda, mai dietro la salute delle persone,  è la salvaguardia di piante ed animali. In agricoltura non si può chiudere. Gli animali mangiano, le vacche vanno munte, i prodotti vanno lavorati, e le piante hanno bisogno di essere irrigate e difese. Tutti i giorni.

Il personale delle imprese viene diviso in squadre e separato in turni che fisicamente non possano incontrarsi. Un gruppo di operatori viene tenuto a casa per permettere, in caso di problemi ad una squadra, di potere mettere a riposo questa per attivare quella di riserva. Quando un addetto contrae il virus, nelle squadre esenti viene scelto un secondo addetto che lo sostituisce. 

Secondo, proteggere i prodotti 

Il coronavirus non si trasmette per via alimentare ma i batteri ed i funghi che possono contaminare un alimento sono tanti. Il prodotto alimentare pulito è la responsabilità principale che l'agricoltore ha verso la società. I prodotti agricoli per l'alimentazione, si proteggono dalla contaminazione con un controllo serrato. Tutti gli operatori che intervengono nella lavorazione adottano le misure di contenimento e prevenzione in maniera normale. Sono abituati in quanto le procedure fanno parte dei disciplinari di qualità e di prevenzione dei rischi biologici. Gli operatori indossano guanti e mascherine, sono tenuti a lavaggi frequenti delle mani  alla sostituzione degli indumenti utilizzati per il lavoro. Guanti, mascherine e soprattutto tracciabilità lungo la filiera sono il pane quotidiano delle aziende agricole.

Terzo, controllare i fornitori

La terza preoccupazione sono i fornitori ed i clienti. Un'azienda agricola funziona come un aeroporto. Tutti i giorni riceve e spedisce merce. Animali, semi, piante, materiali per il packaging, beni di consumo. Tutto entra e viene gestito evitando che le partite si mescolino e gli operatori possano incrociarsi. Le azienda agricole sono abituate. Schemi simili vengono applicati da anni ad esempio per il contenimento delle malattie degli animali e delle zoonosi (quelle che si trasmettono all'uomo) , per il contenimento dei virus vegetali e per limitare i danni da specie aliene (piante ed insetti).

Buon senso e decisioni rapide sono gli elementi del piano di difesa dagli eventi biologici. Prevenzione, monitoraggio costante ed organizzato, intervento puntuale alle prime avvisaglie, contenimento fisico del problema, isolamento dei focolai. Le decisioni non sono sempre facili. A volte le misure sono drastiche e costano tanto. Ma spesso le alternative non sono discutibili.

E poi tanto studio. Non c'è una situazione stabile in natura. Tutto evolve continuamente ed allora occorre continuare a studiare per farsi trovare pronti e preparati a qualsiasi inconveniente. Questo è quello che fa il mondo agricolo, continua a studiare, a cercare qualcosa di più adatto alla nuova situazione. La storia ci insegna che regolarmente, dal caso della fillossera sulle vite in poi arriva nei sistemi agricoli un nuovo patogeno dall'esterno che costringe a riconsiderare tutto. Xilella sugli olivi, cimice asiatica sui fruttiferi, Tuta absoluta e virosi nel pomodoro ed in questo caso, un corona virus sulle persone. Ma non serve il panico, nè la scaramanzia e tantomeno gli eroi C'è sempre un modo per affrontare e risolvere tutto. 

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