Convivere con i virus imparando dall'agricoltura

Gestire con metodo i rischi biologici. Dalle imprese agricole possiamo imparare tanto

Categoria: Osservatorio WeFrood

Virus, batteri, funghi, insetti; il pane quotidiano delle aziende agricole. Da sempre abituate  a convivere e gestire il rischio biologico applicando misure di prevenzione, contenimento e cura, con grande buonsenso. 

Mentre la società "moderna" corre verso un mondo virtuale e crede di essere esente dal fare i conti con i rischi biologici, c'è un gruppo di persone, chi lavora nelle e con le imprese agricole, che tutti i giorni si misura proprio con quella natura.

Persone che pur rispettandola ed amandola, (forse molto più di tanti presunti ecologisti), ne conoscono la pericolosità e forza. Perchè due cose sono assolutamente vere:

- l'uomo mangia grazie all'agricoltura

- il mondo agricolo è il custode più attento degli equilibri tra le forze della natura che gestisce grazie a tecnologia, esperienza e sensibilità.

L'agricoltura gestisce per definizione elementi naturali: suolo, microorganismi, piante, animali, uomini. Una matrice molto complessa che va avanti da millenni con continue correzioni di rotta che ci hanno permesso di vivere sul pianeta, sfamandoci tutti (circa 7 miliardi) ed addirittura, in alcuni paesi, con un problema di eccessi alimentari e sprechi.

Come affronta l'emergenza virus il mondo agricolo? La sua prima preoccupazione, va al personale impiegato. La seconda, mai dietro la salute delle persone,  è la salvaguardia di piante ed animali. In agricoltura non si può chiudere. Gli animali mangiano tutti i giorni, le vacche vanno munte, i prodotti vanno lavorati, e le piante hanno bisogno di essere irrigate e difese. Tutti i giorni.

Il personale viene diviso in squadra e separato in turni che fisicamente non possano incontrarsi. Un gruppo di operatori viene tenuto a casa per permettere, in caso di problemi ad una squadra, di potere mettere a riposo questa per attivare quella di riserva.

Proteggere il prodotto.  Il prodotto è la responsabilità che l'agricoltore ha verso la società. Le persone lo stanno aspettando. Forse non ne sono consapevoli ma senza la responsabilità dell'agricoltore non ci sarebbe niente in tavola. Ed i prodotti finiti, come si proteggono dalla contaminazione? Anche su quelli c'è un controllo serrato. Tutti gli operatori che intervengono nella lavorazione adottano le misure di contenimento e prevenzione in maniera normale. Sono abituati in quanto le procedure fanno parte dei disciplinari di qualità e di prevenzione dei rischi biologici.

I rischi biologici che l'uomo può trasmettere ai prodotti sono tanti quanti quelli che può ricevere. Guanti, mascherine e soprattutto tracciabilità lungo la filiera sono il pane quotidiano delle aziende agricole:

- evitare il contatto diretto tra uomo e prodotto,

- separare il prodotto in lotti in modo che dovendo, lo si possa rintracciare e richiamare,

- annotare chi ha lavorato a quel lotto e quando, perchè qualsiasi cosa emerga dal piano dei controlli, sia sempre possibile minimizzare il rischio.

Mentre molti operatori economici si trovano in difficoltà a dovere strutturare ed organizzare piani di contenimento, nel caso delle aziende agricole si vive uno stato d'attenzione costante, abituale.

La terza preoccupazione sono i fornitori ed i clienti. Un'azienda agricola funziona come un aeroporto. Tutti i giorni riceve e spedisce merce. Animali, semi, piante, materiali per il packaging, beni di consumo. Tutto entra e viene gestito evitando che le partite si mescolino e gli operatori possano incrociarsi. Le azienda agricole sono abituate. Schemi simili vengono applicati da anni ad esempio per il contenimento delle malattie degli animali e delle zoonosi (quelle che si trasmettono all'uomo) , per il contenimento dei virus vegetali e per limitare i danni da specie aliene (piante ed insetti).

Buon senso e decisioni rapide sono gli elementi del piano di difesa dagli eventi biologici. Prevenzione, monitoraggio costante ed organizzato, intervento puntuale alle prime avvisaglie, contenimento fisico del problema, isolamento dei focolai. Le decisioni non sono sempre facili. A volte le misure sono drastiche e costano tanto. Ma spesso le alternative non sono discutibili.

E poi tanto studio. Non c'è una situazione stabile in natura. Tutto evolve continuamente ed allora occorre continuare a studiare per farsi trovare pronti e preparati a qualsiasi inconveniente. Questo è quello che fa il mondo agricolo, continua a studiare, a cercare qualcosa di più adatto alla nuova situazione. La storia ci insegna che regolarmente, dal caso della fillossera sulle vite in poi arriva nei sistemi agricoli un nuovo patogeno dall'esterno che costringe a riconsiderare tutto. Xilella sugli olivi, cimice asiatica sui fruttiferi, Tuta absoluta e virosi nel pomodoro ed in questo caso, un corona virus sulle persone. Ma non serve il panico, nè la scaramanzia e tantomeno gli eroi C'è sempre un modo per affrontare e risolvere tutto. 

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